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By N2H

Articoli marcati con tag ‘integratori’

Organismo: l’eleuterococco può rinforzarlo

sistema immunitario eleuterococco

L’eleuterococco è un integratore noto e somministrato principalmente per la capacità ergogenica, ossia di fornire vigore fisico e mentale. Ma alcuni studiosi ritengono che sia in grado di rinforzare anche l’organismo.

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Brucia grassi: alcuni consigli per l’acquisto

glutei scolpiti con i brucia grassi

Le pillole o i liquidi brucia grassi integratori (ma per altri stimolatori) del momento, promettono addominali e glutei scolpiti in pochi mesi. A prescindere dalla veridicità delle propagande commerciali con cui annunciati sul…

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Erbe officinali: Gugul

Gugul

Integratori a base di Gugul ( Commiphora Mukul) una pianta nota nella tradizione medica ayurvedica, usata in europa e nei paesi occidentali per migliorare l’attività metabolica: consigliato anche in caso di trattamenti per malattie reumatiche…

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Benessere e Bellezza: Yoga e meditazione sono un antirughe come il botulino. Più pace, meno rughe

Benessere e Bellezza: Yoga e meditazione sono un anti<a href=rughe come il botulino. Più , meno rughe” class=”left” />La cosmetica del terzo millennio? Silenzio, respirazione controllata, introspezione; in una parola: meditazione. Il segreto per la conquista della bellezza, per combattere le tensioni del viso, le rughe dovute allo stress emotivo e professionale è il relax che viene dalla mente.
Yoga e meditazione quindi si rivelano degli ottimi alleati per la conquista del benessere e della bellezza. Meditando infatti, molte funzioni vitali (soprattutto respirazione e battito cardiaco) rallentano. Più meno rughe.
La meditazione non favorisce solo uno stato di grande rilassamento, ma agisce anche sull’ amigdala: la ghiandola che nel cervello presiede alle emozioni. Così i sentimenti negativi come rabbia e paura cedono il posto ad uno stato di profondo benessere e serenità.
La meditazione, insomma, è un ottimo antistress, e visto che lo stress è il principale responsabile dell’ invecchiamento, lo si può combattere con qualche lezione di meditazione e yoga.

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Collo e décolleté senza rughe con la biorivitalizzazione laser

Collo e décolleté senza <a href=rughe con la biorivitalizzazione laser” class=”left” />La medicina estetica offre una serie di trattamenti specifici contro le rughe del collo e contro le macchie scure che spesso si formano sul décolleté. Se il collo tradisce l’ età più del viso, è possibile iniziare una serie di trattamenti laser di biorivitalizzazione.
Tra questi, il Pdt ( Dynamic Therapy): un rossa capace di in profondità nella pelle. La luce rossa viene emessa da una lampada Led ad alta intensità; questa energia luminosa agisce sul photoaging stimolando la produzione di collagene e aumentando il grado di idratazione epidermica, è quindi molto adatta alle pelli sensibili, secche (post menopausa) e ispessite.
Un altro trattamento di biorivitalizzazione per un collo e un décolleté più giovane, è lo Skin Tightening: trattamento che ricompatta e liscia (leviga) il décolleté ai primi segni di cedimento cutaneo. Con questa tecnica si utilizza la luce infrarossa frazionata che, sotto forma di calore, entra negli strati profondi della cute per spingerla a produrre più collagene e ad autoricompattarsi gradualmente.La tecnologia del frazionamento permette di erogare energia in modo discontnuo, meno aggressivo e più sicuro. Sono necessarie 5-6 sedute a distanza di un mese l’ una dall’ altra.
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Rimedi naturali omeopatici contro i sintomi dell’ influenza: febbre, raffreddore, mal di gola

<a href=rimedi naturali omeopatici contro i sintomi dell’ : febbre, raffreddore, mal di ” class=”left” />L’ è arrivata anche quest’ anno ma non c’è solo l’ Australiana: sono oltre 260 i virus parainfluenzali che scatenano infezioni respiratorie con sintomi che vanno dal banale raffreddore alla febbre con tosse, mal di e dolori alle ossa. Per attenuare i sintomi dell’ , in farmacia ci sono molti medicinali da banco, ma si possono usare anche i rimedi naturali omeopatici composti (a base di estratti di piante e minerali) che agiscono non solo sui disturbi dell’ ma stimolano anche le difese immunitarie. L’ omeopatia può essere un buon rimedio contro i sintomi dell’ , sempre tenendo presente che se dopo un paio di giorni i disturbi peggiorano o dopo tre giorni non migliorano bisogna sentire il medico.
I rimedi OMEOPATICI CONTRO I SINTOMI DELL’
L’ OSCILLOCOCCIUM PER AUMENTARE LE DIFESE IMMUNITARIE

Diversi studi scientifici ora raccolti nel nuovo libro “Oscillococcium e ” (Edizioni Cortina) di Paolo Bellavite, docente di patologia generale all’ università di Verona, provano che l’ Oscillococcium è in grado di potenziare le difese immunitarie dell’ organismo contro i virus, attenaundo i disturbi influenzali e riducendone la durata. Il massimo dell’ efficacia si ottiene prendendo un tubo di Oscillococcium ai primi sintomi di e un altro ogni 12 ore per quattro volte.
Se invece i disturbi dell’ si sono già scatenati, per alleviarli ci sono prodotti omeopatici composti già pronti che contengono un mix dei rimedi omeopatici più efficaci; nella fase acuta dell’ vanno presi anche ogni mezz’ ora, poi man mano che si sta meglio si passa a quattro-cinque volte al giorno fino a guarigione.
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Rimedi naturali per i capelli crespi: impacco con olio di lino e mandorle dolci

<a href=rimedi naturali per i capelli crespi: impacco con olio di lino e mandorle dolci” class=”left” />Per i capelli crespi, è utile usare uno shampoo per capelli ricci all’ aloe, che addolcisce e idrata, oppure con estratti di luppolo, genziana lutea, ginseng.
Inoltre, si può usare un balsamo con sostanze idratanti e nutrienti come avocado e burro di karitè e, prima di asciugare i capelli, utilizzare un soin lisciante.
Chi ha il problema dei capelli crespi, deve evitare di pettinare i ricci quando sono asciutti, basta modellarli quando sono ancora umidi usando un pettine a denti larghi e il phon dotato di diffusore.
LA RICETTA NATURALE PER I CAPELLI CRESPI: IMPACCO CON OLIO DI LINO E MANDORLE DOLCI
prova gli impacchi di olio di lino e mandorle dolci (si trovano in erboristeria o nei centri specializzati). Applica alcune gocce sui capelli asciutti, lascia in posa 15 minuti con la testa avvolta in un asciugamano e poi fai lo shampo: i tuoi ricci risulteranno morbidi e più ordinati.

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Sistemi antiossidanti nell’integrazione alimentare: risultati preliminari di uno studio scientifico

OXYLIFT ANTI INVECCHIAMENTO

Dr. Alberto Fiorito, Medico chirurgo, La Spezia; Dr, Sauro Lorenzini, Università degli Studi di Siena Dipartimento di Medicina Clinica e Scienze Immunologiche, Sez. Reumatologia Direttore: Prof. Roberto Marcolongo

1. Introduzione

È dall’inizio degli anni ‘70 che si è compreso come il nostro organismo sia sottoposto all’azione dei radicali liberi, sia endogeni che esogeni. In condizioni fisiologiche alcuni di questi radicali liberi hanno funzioni utili per il nostro organismo. Quando, però, la generazione di sostanze radicaliche supera la capacità delle difese antiossidanti ne risulta uno stress ossidativo che si evidenzia in molte patologie umane e che talvolta dà un contributo significativo alla loro patogenesi. Il potenziale danno da eccesso di radicali liberi  è controllato grazie ad una serie di meccanismi di difesa antiossidanti. Le reazioni radicaliche sembrano partecipare a numerose malattie ad etiologia e patogenesi diverse quali quelle infiammatorie-immunitarie, neoplastiche, dismetaboliche, degenerative di vari organi e strutture (1,2,3,4,5).

Nelle patologie reumatiche, in particolare, è riconosciuto il ruolo dei radicali e della lipoperossidazione nel determinismo della flogosi. Di qui l’interesse per lo studio di sostanze capaci di avere un effetto scavenger e antilipoperossidante (6,7,8,9).

Ci è sembrato interessante valutare un integratore come l’OxyLift, di cui abbiamo voluto valutare le capacità scavenger sui Reactive Oxygen Species (ROS).

L’OxyLift è un integratore composto da minerali biodisponibili per essere utilizzati direttamente dalla cellula, aminoacidi ed ha la possibilità di liberare H2 ed O2 a livello nascente, ovvero non proveniente dalla respirazione.

Abbiamo analizzato le capacità scavenger di OxyLift sulla produzione globale dei RLO (chemiluminescenza).

2. Materiali e metodi

Per i nostri lavori “in vitro” abbiamo utilizzato l’integratore OxyLift (International Biolife). Le esperienze condotte hanno preso in esame la valutazione dell’effetto scavenger dell’OxyLift a vari dosaggi con il metodo in chemiluminescenza.

La chemiluminescenza (10) è un metodo per valutare l’azione scavenger sul pool delle ROS prodotti da PMN stimolati con , (10 mg . ml-1 di tampone fosfato senza Ca2+ e Mg2+; Sigma) opsonizzato secondo il metodo Bellavite (11). I polimorfonucleati (PMN) sono stati ottenuti da prelievi di sangue venoso periferico di soggetti sani mediante polymorphoprep (Nycomed), che, una volta centrifugato, forma un gradiente di densità sul quale si separano le cellule del sangue.

La purezza (> 90%) e la vitalità (> 95%) della popolazione cellulare sono state verificate mediante l’esame di uno striscio e l’esecuzione del test di esclusione del tripan blue.

In seguito, ad un’aliquota (100 ml) di una sospensione di PMN, 106.ml-1 di PBS, sono stati aggiunti 100ml di luminolo (2mg in 10 ml di NaOH 0.01M diluito successivamente 1:10 con PBS; Sigma) e 10ml di stimolatore (). Il preparato è stato introdotto nel chemiluminometro (Berthold Multi-biolumat LB 9505C) a 37 °C; la cinetica della reazione è stata letta per 40 minuti (vedi schema 1).

I polimorfonucleati, fagocitano lo (fungo unicellulare), durante la fagocitosi, avviene quello che viene chiamato burst respiratorio, con liberazione di ROS. Questa reazione provoca una piccola emissione di energia che viene amplificata dal luminolo aggiunto e rivelata per 40’ dal luminometro in oggetto. La chemiluminescenza emessa e seguita nel tempo da origine ad una curva ed il software effettua l’integrale della curva stessa traducendo matematicamente la luminescenza letta. (vd grafico 1)

Schema 1

CAMPIONE 1 100 ml di sospensione cellulare + 100 ml di luminolo + 10 ml di (basale)

CAMPIONE 2 100 ml di sospensione cellulare + 10ml di PBS + 100 ml di luminolo + 10 ml di (basale 1)

CAMPIONE  3 100 ml di sospensione cellulare + 10ml di OxyLift* (Soluzione 1) + 100 ml di luminolo + 10 ml di

CAMPIONE  4 100 ml di sospensione cellulare +10ml di OxyLift* (Soluzione 2) + 100 ml di luminolo + 10 ml di

CAMPIONE  5 100 ml di sospensione cellulare + 10ml di OxyLift* (Soluzione 3) + 100 ml di luminolo + 10 ml di

CAMPIONE   6 100 ml di sospensione cellulare + 10ml OxyLift* (Soluzione 4) + 100 ml di luminolo + 10 ml di

Schema 2

OxyLift* Le soluzioni sono state preparate aggiungendo le gocce di prodotto a 50 ml di tampone PBS; una goccia corrisponde a circa 50 ml. Sono state preparate 4 soluzioni:

Soluzione 1 – 1goccia di OxyLift (~ 50µl) + 50 ml di tampone PBS

Soluzione 2 – 3 gocce di OxyLift (~ 150µl) + 50 ml di tampone PBS

Soluzione 3 – 5 gocce di OxyLift (~ 250µl) + 50 ml di tampone PBS

Soluzione 4 – 8 gocce di OxyLift (~ 400µl) + 50 ml di tampone PBS

Da queste soluzioni sono stati presi i 10ml indicati in metodica ed aggiunti alle cellule

3. Analisi statistica

L’analisi statistica è stata effettuata utilizzando il test one way RM anova ed il test di  Student Newman Keuls per confronti multipli. Una p<0.05 è stata considerata significativa.

RISULTATI

Nelle tabella (1) e nel grafico (1) sono riportati rispettivamente, nella prima, i valori medi di inibizione percentuale in riferimento ad un valore di inibizione 0 rilevato per la produzione basale dei ROS in assenza di soluzioni contenenti OxyLift, nel secondo sono riportate le medie dei colpi per minuto (c.p.m.) espressi nei 40’ di chemiluminescenza dai PMN stimolati con (anova, p=0.00394)

Da entrambe le rappresentazioni dei dati, si evince un’inibizione delle ROS dovuta alla presenza di OxyLift, e questa risulta essere dose-dipendente (Grafico n°1, Student Newman Keuls p<0.05).

Casella di testo: *Casella di testo: *Casella di testo: *Casella di testo: *GRAFICO 1

Il grafico mostra i colpi per minuto di luminescenza proporzionali alle ROS prodotte dai PMN stimolati con . I valori espressi sopra le colonne, rappresentano la media di 5 prove effettuate. (* p<0.05 Student Newman Keuls)

Colonna 1 BASALE

Colonna 2  BASALE 1 (Campione 2)

Colonna 3  Campione 3

Colonna 4  Campione 4

Colonna 5  Campione 5

Colonna 6  Campione 6

CHEMILUMINESCENZA, stimolazione con

OXYLIFT

% di inibizione

CAMPIONE 2

CAMPIONE  3

13.4 ± 7.14

CAMPIONE 4

16.7 ± 11.2

CAMPIONE 5

30.6 ± 2.3

CAMPIONE 6

37.5 ± 6.0

Tabella 1

La tabella esprime gli stessi dati del grafico ma sono espressi in percentuale di inibizione rispetto al basale dei c.p.m. prodotti in 40’ di chemiluminescenza dei campioni preparati (vd schema 1). I valori rappresentati sono il risultato di 5 prove effettuate in chemiluminescenza.

4. Discussione

Dai risultati ottenuti si evince che l’integratore OxyLift è in grado di limitare le ROS prodotte da PMN umani stimolati, in maniera significativa e dose dipendente. Riportato sull’uomo è possibile ipotizzare che questo integratore alimentare possa contribuire all’effetto scavenger, cioè a potenziare i sistemi di difesa nei confronti dei radicali liberi. Di conseguenza si può supporre che l’integratore OxyLift possa avere un potenziale ruolo coadiuvante alla terapia per numerose patologie in cui la flogosi e la lipoperossidazione innescata dalle ROS hanno un importante ruolo patogenetico. L’originalità dei dati ottenuti, consiste nell’evidenza dell’azione scavenger dell’integratore OxyLift sulle ROS prodotte in vitro dai PMN umani del sangue periferico.

Bibliografia

1) Fligiel SE, Ward PA, Johnson KJ, Till GO. Evidence for a role of hydroxyl radical in immune complex-induced vasculitis. Am J Pathol 1984; 155(3): 375-382.

2) Halliwell B, Gutteridge JMC, Blake D. Metal ions and oxygen radical reactions in human inflammatory diseases. Philos Trans R Soc. Lond [Biol] 1985; 311: 659-671.

3) Komara JS, Nyini NR, Biatick HA, Indrieri RJ, Evans AT, Garritano AM, et al. Brain iron delocalization and lipid peroxidation following cardiac arrest. Ann Emerg Med 1986; 15: 384-389.

4) Ratych RE, Bulkley GB. Free radical mediated postischemic reperfusion injury in the kidney. J Free Radic Biol Med 1986; 2(5-6): 311-319.

5) Burrel CJ, Blake DR. Reactive oxygen metabolites and the human myocardium. Br Heart J 1989 61: 4-8.

6) Menander-Huber KB. Orgotein in the treatment of rheumatoid arthritis. Eur J Rheumatol Inflamm 1981; 4(2): 201-211.

7) Jimenez RAH, Willkens RF. Dimethyl sulfoxide: a perspective of  its use in rheumatic diseases. J Lab Clin Med 1982; 100(4): 489-500.

8) Greenwald RA. Therapeutic benefits of oxygen radical scavenger treatment remain unproven. J Free Radic Biol Med 1985; 1(3): 173-177.

9) Rice-Evans CA, Diplock AT. Current status of antioxidant therapy. J Free Radic Biol Med 1993; 15: 77-96.

10) De Luca MA, McElroy WD. Bioluminescence and chemiluminescence. Methods in Enzymol 1986; 133: 449-493.

11) English D, Roloff JS, Lukens JN. Regulation of human polymorphonuclear leucocyte superoxide release by cellular response to chemotattic peptides. J of Imm 1981; 126: 165-171.

OXYLIFT ANTI INVECCHIAMENTO

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Fosfatidilcolina: nuove applicazioni terapeutiche

Professor Tommaso Addonisio – Chirurgo Dermatologo – Presidente Società Italiana di Medicina del Benessere® (SIMBEN)

Fosfalife patch Fosfalife Gel

La “cellulite” – scientificamente definita come “lipodistrofia” o “panniculopatia edemato-fibro-sclerotica” – è, per alcuni distretti corporei, una condizione di sofferenza del microcircolo e del tessuto connettivo sottocutaneo. Essa si manifesta come conseguenza di vari fattori esogeni ed endogeni, tra i quali un’insufficiente attività emuntoriale, disturbi a livello circolatorio, stress psico-emotivi, problemi ormonali, vita sedentaria, intolleranze alimentari, ecc. Persino un’alimentazione inadeguata, come ad esempio nel caso di diete povere di acidi grassi polinsaturi, facilita l’insorgenza della panniculite, spesso associata a soprappeso oppure ad obesità conclamata. Inoltre, laddove vi sia contemporanea coesistenza di ipetrofia delle cellule adipose del tessuto sottocutaneo, si osserverà un aumento nel volume degli adipociti che tenderà ad aggravare le già ridotte condizioni circolatorie locali.

La cellulite è una patologia ad andamento evolutivo generalmente distinto in quattro differenti stadi, caratterizzati a livello clinico da cute “a buccia d’arancia” o, nei casi più avanzati, “a materasso” e con sintomi quali formicolio, piedi freddi, gambe pesanti fino a dolori crampiformi nei casi più gravi. Tra i tanti rimedi utilizzati è sempre più diffuso l’uso della .

Dal 1965 la è utilizzata per via endovenosa nel trattamento di alcune patologie del fegato: per molti anni è stata usata come farmaco per combattere le ipercolesterolemie e le iperlipidemie. Nel 1995, la dottoressa Patrizia Guedes Rittes – dermatologa brasiliana – ha introdotto nella pratica clinica l’uso della fosfaditilcolina (FdC) quale tecnica lipolitica in una patologia frequente come la “cellulite”.

Tale sostanza è un costituente delle membrane cellulari nelle quali essa svolge sia un ruolo strutturale che funzionale di cui il principale consiste nel mantenere integra la membrana cellulare. La è una sostanza naturale, derivata dalla lecitina di soia, ad azione emulsionante. Se iniettata nel tessuto adiposo, è in grado di solubilizzare i grassi riducendo il volume degli adipociti. Spesso viene utilizzata in associazione all’acido desossicolico ed alla carnitina per ottimizzare il risultato.

La FdC viene iniettata direttamente nelle zone di accumulo adiposo tramite aghi introdotti per una profondità di circa un centimetro. La zona da trattare va circoscritta e disegnata e l’infiltrazione deve procedere in modo da diffondere la sostanza con una distribuzione omogenea. Purtroppo, l’applicazione per via iniettiva della FdC non è scevra da inconvenienti: subito dopo l’infiltrazione, la zona può diventare eritematosa nonché presentare un gonfiore dovuto alla liberazione di glicerolo.

Alcuni studi hanno riscontrato che, dopo l’infiltrazione di FdC, nel tessuto adiposo aumenta il numero di linfociti e di macrofagi; si verifica, inoltre, una reazione infiammatoria associata a necrosi e riassorbimento, atrofia e formazione di microcisti. Per lo stesso motivo, nella zona trattata si può avere dolorabilità che dura in fase acuta per qualche giorno, per poi recedere del tutto nell’arco di 7-10 giorni.

Una certa sensibilità dolorosa, soprattutto alla palpazione, può comunque persistere per tempi più lunghi. Solo occasionalmente si sono verificati nausea, diarrea e aumentata salivazione.

Si tratta, in ogni modo, di effetti collaterali che, seppur fastidiosi, sono del tutto innocui per la salute del paziente che, pertanto, può essere ampiamente rassicurato in tal senso. Si consigliano dalle 3 alle 5-6 sedute per zona di accumulo adiposo ad una distanza di 10-15 giorni l’una dall’altra. Nel corso di una seduta è possibile trattare contemporaneamente da 2 a 4 cuscinetti adiposi. Le zone elettive di applicazione della metodica sono l’addome, i fianchi, le culotte de cheval, le braccia, l’interno cosce e le ginocchia.

Per ovviare ai vari problemi che si possono incontrare usando la per via iniettiva, attualmente sono in commercio prodotti innovativi come gel, con alta percentuale di , ed i patch, ovvero cerotti monouso a base di grazie ai quali i principi di questa sostanza vengono rilasciati in modo costante e graduale nelle zone colpite dalla cellulite.

Il patch, in particolare, consente una penetrazione ottimale del principio attivo, per via transdermica, grazie ad una rivoluzionaria novità di tecnica cosmetologica che determina risultati davvero sorprendenti. Il patch può essere comodamente indossato dalla paziente durante la giornata e va tenuto mediamente dalle 4-6 ore (o comunque fino al suo distacco naturale) e dopo 24 ore si può applicare un altro cerotto.

Nella lotta all’odiata cellulite, dunque, le nuove tecniche terapeutiche, se utilizzate anche in sinergia con altre metodiche, rappresentano un’alternativa assai valida nel trattamento dell’adiposità localizzata e della pannicolopatia.

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Manplus, un ritorno ai bei tempi

Se durante le notti di passioni non sei più lo stesso e la mattina il solo ricordo
ti attanaglia la mente, vai dal rimedio, non aspettare che il rimedio venga da te,
perché ciò non succederà mai: Manplus, il miglior prodotto italiano per le
problematiche sessuali maschili.

Manplus ridona vigore rendendo solo un ricordo la scarsa libido e la stanchezza
sessuale. Grazie alle sue qualità il prodotto, oltre che a rispolverare l’attività
sessuale dei bei tempi, dona all’organismo un senso di benessere generale.

E’ un prodotto completamente naturale, quindi non contiene sostanze di sintesi,
composto da ben 15 elementi: Cola, Centinodia, Santoreggia, Damiana, Rosa Canina,
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Glucosamina. Le erbe che lo compongono sono sempre state utilizzati dall’uomo, per
alcune di esse ci sono testimonianze provenienti già dal secolo A.C., Manplus ha
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Non contiene zuccheri, amidi, sale, latte o derivati, lievito, cereali, conservanti,
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Ribadiamo che è un prodotto estremamente naturale e notificato presso il Ministero
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