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By N2H

Articoli marcati con tag ‘grassi’

Alimentazione: un colpo d’occhio per riconoscere un cibo grasso

cibi grassi

Non è detto che occorra un’analisi sofisticata atta a stabilire le qualità organolettiche di un determinato cibo posto all’osservazione di un qualsiasi individuo; in maniera sicuramente più empirica e naturale, a scandagliare il cibo svelandone…

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Dieta del freddo: ricetta inglese

Dieta Grasso Bruno

Perdere peso con una alternativa, ma davvero diversa dal solito? Possibile e realizzabile, siamo dii fronte a una nuova tecnica, di natura inglese, che promette bene, specie per chi è molto preoccupato per la…

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Erbe officinali: Cassia nomame

La Nomame è una pianta perenne originaria della Cina, che cresce spontaneamente nelle foreste tropicali e specialmente nelle parti più umide e illuminate. Il suo uso medicale è ottimo per stimolare la diuresi, combattere la cellulite e favorire il bruciarsi dei grassi nelle cellule.

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Alimentazione: frutta secca, insostituibile complemento nutrizionale

La frutta secca…. guardata spesso di traverso da pazienti e persino da alcuni medici, lascia adesso il banco degli imputati additata come cibo da tenere a bada e assurge alla…

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Gli acari del cuscino aggravano i sintomi di eczema e dermatite al viso e al cuoio capelluto

Gli acari del cuscino aggravano i sintomi di eczema e dermatite al viso e al cuoio capellutoSe soffrite di eczema e dermatite al viso e al cuoio capelluto, fate molta attenzione alla pulizia del cuscino su cui dormite.
Infatti gli acari della polvere attivano un recettore della che ritarda i processi di riparazione cellulare; gli acari della polvere sono quindi in parte responsabili dell’ aggravarsi di eczema e dermatite della .
Per tenere il cuscino a prova di acari non basta cambiare regolarmente le federe, infatti nel guanciale si depositano residui di grassi, squame di morta e capelli che sono un ideale terreno di cultura per gli acari. Sembra addirittura che nel giro di due anni il 10% di un cuscino di lana sia fatto di polvere e acari che possono aggravare la dermatite e l’ eczema al viso e al cuoio capelluto.
Bisognerebbe quindi lavare di tanto in tanto anche il cuscino (oltre a cambiare la federa).
Una soluzione definitiva contro gli acari e la polvere è invece adottare guanciali in .

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Creatina Muscle Nutrition

Creatina Muscle Nutrition. Vi presentiamo adesso una delle migliori creatine in circolazione, adatte a tutti coloro che fanno attività fisica intensa ed hanno bisogno di un supplemento alla propria alimentazaione.
Creatine D2T e’ un prodotto a base di creatina ed e’ indicato caso di scarso apporto proteico nella obesita.biz”>dieta o un aumentato fabbisogno di tali nutrienti o in caso di strenuo sforzo muscolare. La creatina, soprattutto nella sua forma fosforilata, e’ impegnata in meccanismi biochimici atti alla produzione di energia.
Ingredienti: Creatina monoidrata etil estere, Creatina alfa chetoglutarato, Creatina decanoato, Cannella e.s., Semi di uva e.s., Opuntia Streptacantha e.s., acidi grassi a catena media,fosfato dicalcico,stearato di magnesio, sorbitolo, polidestrosio, acido stearico, sodio alginato, gomma xantano.
Per 4 capsule / per 100 gr Creatina monoidrata (come etil-estere) 888,8 mg / 22,2 gr Creatina monoidrata (come alfa chetoglutarato) 888,8 mg / 22,2 gr Creatina monoidrata ( come decanoato ) 888,8 mg / 22,2 gr Cannella e.s. ( Cinnammomum cassia ) 105,5 mg / 2,6 gr Vitis vinifera ( tit. al 20% in resveratrolo e al 10% in flavonoidi) 105,5 mg / 2,6 gr Opuntia streptacantha (tit. al 50% in polisaccaridi) 105,5 mg / 2,6 gr

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Pizza per la dieta

State seguendo una obesita.biz”>dieta molto rigida ma avete molta voglia di mangiare una bella e sana pizza? Beh, tutto questo è possibile, basta scegiere la pizza giusta, ovvero una pizza obesita.biz”>dietetica!
Se volete mangiare una pizza senza ingerire molte calorie e pochissimi o quasi nulli grassi, il mio consiglio è quello di scegliere una pizza in bianco con la bresaola e la rughetta e qualche scaglia di parmiggiano sopra.
In tal modo la pizza contiene una buona fonte di carboidrati che viene assimilata molto piano poichè insieme ad essi stiamo ingerendo anche molte fibre derivanti dalla rughetta, molte vitamine necessarie per la nosra salute, e una buona e giusta dose di proteine e minerali derivanti sia dalla bresaola, sia dalle scagli di parmiggiano.
Insomma in questo modo la pizza non vi farà ingrassare e vi darà un nuovo stimolo per ocntinuare la vostra obesita.biz”>dieta dimagrante. Inoltre in questo modo assumete quasi zero grassi, per cui Vi consiglio di mettere un pochino di olio di oliva sulla pizza, a crudo, in modo da introdurre anche la giusta quantità di grasso nel nostro organismo.
Buona pizza obesita.biz”>dietetica a tutti!

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STUDIO CLINICO SULL’USO DI CEROTTI E GEL A BASE DI FOSFATIDILCOLINA

Fosfalife patch Fosfalife Gel

Prof. Tommaso Addonisio

Medico Chirurgo Dermatologo, Medico Estetico

Presidente S.I.M.B.E.N (Società Italiana Medicina del Benessere®) e direttore scientifico della rivista “Benessere & Salute”

Professore di “Laser chirurgia dermatologica” e di “Trattamento della cute senescente” Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi L’Aquila

Professore nel Master di Medicina Estetica Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Master di Medicina del Benessere Università degli Studi di Napoli “Federico II”

www.simben.it

NOVITA’ SULLA FOSFATIDILCOLINA NELLA CURA DELLA CELLULITE

Il termine “ cellulite” solitamente utilizzato per indicare un aumento volumetrico di varie regioni del distretto corporeo (più comunemente la faccia supero-esterna della coscia), costituisce una terminologia erroneamente utilizzata per indicare un complesso di alterazioni quali:

la panniculopatia edematofibrosclerotica, l’eccesso di adiposità localizzata, l’accentuazione dell’habitus ginoide.

La della PEFS può essere suddivisa in fasi temporali o stadi:

I Stadio:  stadio dell’edema. L’alterata permeabilità dei capillari provoca la fuoriuscita di plasma, con ristagno e accumulo nell’ interstizio degli  adipociti e conseguente edema.

II Stadio: stadio dell’ipertrofia delle fibre reticolari. E’ caratterizzata da un sovvertimento della trama lobulare adipocitaria determinato dall’edema persistente.

III Stadio: caratterizzato dalla formazione di micronoduli. Le fibre reticolari ipertrofiche inglobano gli adipociti creando dei noduli fibrosi con grande sovvertimento della trama lobulare adipocitaria.

IV Stadio: caratterizzato dalla formazione di macronoduli. E’ caratterizzata dalla comparsa dimacronoduli, determinatidalla presenza di fibre reticolari ipertrofiche che inglobano gli adipociti. Inoltre si può notare la comparsa di una liposclerosi diffusa con sclerosi dermica, introflessione e atrofia cutanea.

Tutte queste alterazioni determinano la presenza di una cute cosiddetta “ a d’arancia”.

I principali fattori predisponenti la PEFS sono: obesità, vita sedentaria, scarsa componente corporea muscolare, gravidanza, terapia farmacologiche (calcioantagonisti, vasodilatatori periferici,anticoncezionali),ereditarietà.

La vita sedentaria costituisce un fattore predisponente l’insorgenza della PEFS perché si crea uno squilibrio tra le forze che sospingono il sangue venoso dalle periferia al centro, con conseguente stasi venolinfatica a livello degli arti inferiori.

Inoltre gli estrogeni,  mediante l’aumento della permeabilità capillare, determinano un incremento della ritenzione idrica e quindi un aumento dell’entità del ritorno venoso. La valutazione clinica si serve dell’esame obiettivo dei tessuti, dove verranno indagati  alcuni importanti segni morfologici quali: il colore, l’aspetto della cute, la sua elasticità e pastosità, la sollevabilità in pliche, la presenza di teleangiectasie e di noduli più o meno dolenti.

La dolenzia evocabile al momento della pressione digitale, costituisce il segno della stasi venosa, mentre la dolorabilità evocabile al momento del pinzettamento dei tessuti determinata dalla compressione delle terminazioni nervose determinata dall’edema.

Non dobbiamo trascurare l’importante ruolo svolto da un alterato assetto posturale nella della PEFS. Fondamentale è lo studio infatti dell’appoggio plantare, che se non corretto determina, durante la deambulazione, una alterata pressione  sulla suola venosa plantare della spinta ematica, provocando pertanto una insufficiente spremitura e ristagno di sangue a livello degli arti inferiori. Questo fattore costituisce il primum movens di una alterazione della circolazione veno-linfatica, con conseguente inizio della comparsa della PEFS.

Utilizzata dal 1965 per via endovenosa per il trattamento di patologie del fegato.

STORIA APPLICATIVA DELLA FOSFATIDILCOLINA

Per anni la fosfatidilcolina è stata usata come farmaco per combattere le ipercolesterolemie e le iperlipidemie, mentre il suo uso come tecnica lipolitica è stata introdotto nella    pratica  clinica  nel 1995 dal Dr. Rittes, Dermatologo brasiliano.

La Fosfatidilcolina è un costituente delle membrane cellulari dove svolge sia un ruolo strutturale che funzionale, ma il suo ruolo maggiore è quello di rendere integra la membrana cellulare ed  essendo una sostanza naturale, derivata dalla  lecitina  di soia, svolge un’ azione emulsionante.

TECNICHE DI SOMMINISTRAZIONE

Se iniettata nel tessuto adiposo, è in grado di solubilizzare i grassi riducendo il volume degli adipociti, in questa modalità la viene iniettata direttamente nelle zone di accumulo adiposo con dei sottilissimi aghi introdotti per una profondità di circa 1 cm.

La zona da trattare va circoscritta e  disegnata  e  l’ infiltrazione  deve procedere in modo da diffondere la  sostanza  con  una  distribuzione omogenea.

Nonostante la sua efficacia, questa metodica ha riscontrato diversi inconvenienti quali,  reazioni infiammatorie associate a necrosi, atrofie , formazioni di microcisti e dolorabilità alla palpazione dopo l’infiltrazione che dura in fase acuta anche 7/10 gg.

Le infiltrazioni di fosfatidilcolina non comportano alcun problema sullo stato di salute del paziente, ma per ovviare ai suddetti  effetti indesiderati, sono oggi in commercio prodotti innovativi come i patchs ( cerotti monouso a base di fosfatidilcolina ) o gel con alte percentuali della stessa.

I principi attivi vengono rilasciati in modo costante e graduale. Le zone elettive di applicazione della metodica sono l’addome, i fianchi, le coulotte de cheval, le braccia, l’interno cosce e le ginocchia.

E’ sconsigliata la zona del viso per la presenza di molte strutture nobili.

E’ stato condotto dal Prof. TOMMASO ADDONISIO  (Presidente della Società Italiana di Medicina del Benessere) uno studio sull’efficacia di patch e gel a base di Fosfatidilcolina allo scopo di valutare la riduzione in centimetri dei distretti corporei colpiti da pannicolopatia edemato fibro sclerotica e/o adiposità localizzata. Dopo un’attenta anamnesi in cui si è potuta valutare l’assenza di patologie in atto e la perfetta tollerabilità cutanea dei cerotti e del gel in ogni singolo soggetto esaminato, si è dato inizio al lavoro.

Sono stati inclusi nello studio 20 soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 25 e i 50 anni con diversi stadi di cellulite ai quali sono state successivamente rilevate le circonferenze in cm di coscia,addome, fianchi e la misurazione delle pliche nella zona sovrailiaca. Ogni singolo individuo ha applicato a domicilio ed a giorni alterni i cerotti nelle zone da trattare per 6/8 ore (preferibilmente la sera prima di coricarsi) ed il gel nei giorni nei quali non venivano applicati i cerotti.

Si può notare una notevole riduzione della circonferenza delle cosce e dei fianchi variabile fra i 2 ed i 4,5 cm ed una riduzione fra i 3 ed i 5 cm  alla plicometria nella zona sovrailiaca .

E’ stata rilevata una ulteriore riduzione variabile fra 1 e 3 cm dellacirconferenza cosce e fianchi ed una variabilità fra i 2 e i 3 cm allaplicometria nella zona sovrailiaca

Il terzo ed ultimo controllo effettuato a distanza di 3 mesi dalla prima applicazione ha rilevato una ulteriore riduzione variabile fra 1 e 1,5 cm della circonferenza cosce e fianchi ed una variabilità fra i 0,5 e i 1 cm alla plicometria nella zona sovrailiaca.

PRIMA DOPO

PRIMA                                                     DOPO

Per concludere possiamo affermare che sulla base dei controlli medici operati dalla nostra equipe dopo 1 e 2 mesi di trattamento, i cerotti hanno dimostrato indubbia efficacia nel trattamento domiciliare di cellulite ed adiposità localizzata, nonché apprezzabilità, gradevolezza e praticità a livello applicativo.

Fosfalife patch Fosfalife Gel

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Fosfatidilcolina: nuove applicazioni terapeutiche

Professor Tommaso Addonisio – Medico Chirurgo Dermatologo – Presidente Società Italiana di Medicina del ® (SIMBEN)

Fosfalife patch Fosfalife Gel

La “cellulite” – scientificamente definita come “lipodistrofia” o “panniculopatia edemato-fibro-sclerotica” – è, per alcuni distretti corporei, una condizione di sofferenza del microcircolo e del tessuto connettivo sottocutaneo. Essa si manifesta come conseguenza di vari fattori esogeni ed endogeni, tra i quali un’insufficiente attività emuntoriale, disturbi a livello circolatorio, stress psico-emotivi, problemi ormonali, vita sedentaria, intolleranze alimentari, ecc. Persino un’alimentazione inadeguata, come ad esempio nel caso di diete povere di acidi grassi polinsaturi, facilita l’insorgenza della panniculite, spesso associata a soprappeso oppure ad obesità conclamata. Inoltre, laddove vi sia contemporanea coesistenza di ipetrofia delle adipose del tessuto sottocutaneo, si osserverà un aumento nel volume degli adipociti che tenderà ad aggravare le già ridotte condizioni circolatorie locali.

La cellulite è una patologia ad andamento evolutivo generalmente distinto in quattro differenti stadi, caratterizzati a livello clinico da cute “a buccia d’arancia” o, nei casi più avanzati, “a materasso” e con sintomi quali formicolio, piedi freddi, gambe pesanti fino a dolori crampiformi nei casi più gravi. Tra i tanti rimedi utilizzati è sempre più diffuso l’uso della .

Dal 1965 la è utilizzata per via endovenosa nel trattamento di alcune patologie del fegato: per molti anni è stata usata come farmaco per combattere le ipercolesterolemie e le iperlipidemie. Nel 1995, la dottoressa Patrizia Guedes Rittes – dermatologa brasiliana – ha introdotto nella pratica clinica l’uso della fosfaditilcolina (FdC) quale tecnica lipolitica in una patologia frequente come la “cellulite”.

Tale sostanza è un costituente delle membrane cellulari nelle quali essa svolge sia un ruolo strutturale che funzionale di cui il principale consiste nel mantenere integra la membrana cellulare. La è una sostanza naturale, derivata dalla lecitina di soia, ad azione emulsionante. Se iniettata nel tessuto adiposo, è in grado di solubilizzare i grassi riducendo il volume degli adipociti. Spesso viene utilizzata in associazione all’acido desossicolico ed alla carnitina per ottimizzare il risultato.

La FdC viene iniettata direttamente nelle zone di accumulo adiposo tramite aghi introdotti per una profondità di circa un centimetro. La zona da trattare va circoscritta e disegnata e l’infiltrazione deve procedere in modo da diffondere la sostanza con una distribuzione omogenea. Purtroppo, l’applicazione per via iniettiva della FdC non è scevra da inconvenienti: subito dopo l’infiltrazione, la zona può diventare eritematosa nonché presentare un gonfiore dovuto alla liberazione di glicerolo.

Alcuni studi hanno riscontrato che, dopo l’infiltrazione di FdC, nel tessuto adiposo aumenta il numero di linfociti e di macrofagi; si verifica, inoltre, una reazione infiammatoria associata a necrosi e riassorbimento, atrofia e formazione di microcisti. Per lo stesso motivo, nella zona trattata si può avere dolorabilità che dura in fase acuta per qualche giorno, per poi recedere del tutto nell’arco di 7-10 giorni.

Una certa sensibilità dolorosa, soprattutto alla palpazione, può comunque persistere per tempi più lunghi. Solo occasionalmente si sono verificati nausea, diarrea e aumentata salivazione.

Si tratta, in ogni modo, di effetti collaterali che, seppur fastidiosi, sono del tutto innocui per la salute del paziente che, pertanto, può essere ampiamente rassicurato in tal senso. Si consigliano dalle 3 alle 5-6 sedute per zona di accumulo adiposo ad una distanza di 10-15 giorni l’una dall’altra. Nel corso di una seduta è possibile trattare contemporaneamente da 2 a 4 cuscinetti adiposi. Le zone elettive di applicazione della metodica sono l’addome, i fianchi, le culotte de cheval, le braccia, l’interno cosce e le ginocchia.

Per ovviare ai vari problemi che si possono incontrare usando la per via iniettiva, attualmente sono in commercio prodotti innovativi come gel, con alta percentuale di , ed i patch, ovvero cerotti monouso a base di grazie ai quali i principi attivi di questa sostanza vengono rilasciati in modo costante e graduale nelle zone colpite dalla cellulite.

Il patch, in particolare, consente una penetrazione ottimale del principio attivo, per via transdermica, grazie ad una rivoluzionaria novità di tecnica cosmetologica che determina risultati davvero sorprendenti. Il patch può essere comodamente indossato dalla paziente durante la giornata e va tenuto mediamente dalle 4-6 ore (o comunque fino al suo distacco naturale) e dopo 24 ore si può applicare un altro cerotto.

Nella lotta all’odiata cellulite, dunque, le nuove tecniche terapeutiche, se utilizzate anche in sinergia con altre metodiche, rappresentano un’alternativa assai valida nel trattamento dell’adiposità localizzata e della pannicolopatia.

Fosfalife patch Fosfalife Gel

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L’arginina, essenziale per i bambini, importante per gli adulti

L’arginina è un amminoacido essenziale per i bambini in fase di crescita, dovrebbe
essere assunta attraverso una buona poiché l’organismo non è un grado
di sintetizzare quantità sufficienti.

Ma l’arginina nell’adulto , seppur non essenziale, è comunque importante per via
delle sue molteplici proprietà:
- è un immunostimolane;
- rigenera il tessuto del fegato e agisce come disintossicante epatico;
- brucia i grassi;
- forma i muscoli;
- ha un’azione anabolica;
- migliora la produzione di sperma;
- detossicante dell’organismo, elimina azoto e ammoniaca, quest’ultima molto tossica
per le cellule viventi;
- induce vasodilatazione diminuendo la pressione arteriosa;
- aumenta l’apporto di sangue ai tessuti, compreso ilpene;
- accelera i processi riparativi delle ferite;
- inibisce il cancro;

Nel complesso possiamo affermare che l’uso di arginina è utile sia per chi pratica
sport, ma anche per chi ha una vita sedentaria. In commercio si trova in capsule o
in polvere orale ed è consigliabile assumerla a stomaco vuoto, meglio ancora la sera
prima di andare a dormire. E’ molto usata nell’uomo per risolvere problematiche
legati alla sfera sessuale o semplicemente per aumentare il piacere. L’arginina
aumenta il quantitativo di eiaculato con la conseguenza non solo di un aumento degli
spermatozoi, ma anche di un orgasmo più intenso per un maggiore appagamento.
Inoltre, grazie alla sua proprietà di apportare maggiore sangue ai tessuti, rende il
pene invigorito. Apporta anche benefici alla sfera sessuale femminile in quanto il
clitoride e i tessuti vaginali sarebbero più irrogati di sangue, aumentando sia il
desiderio sia il piacere.

Mancanza di arginina potrebbero essere presente nelle persone che seguono una dieta
vegetariana in quanto l’amminoacido in questione è contenuto nella carne (1500-2000
mg/100g), ma non solo: è presente in legumi come fave secche, ceci, lenticchie
secche, soia (2000-2200 mg/100g), nel pesce (900-1200 mg/100g), nelle mandorle (1587
mg/100g).

L’arginina deve essere evitata dalle persone diabetiche e inoltre è sconsigliata a
chi ha in atto infezioni serie, poiché l’arginina aumenta la rigenerazione dei
virus, in particolar modo del virus che provoca l’herpes. Dosi superiori ai 30
grammi di arginina hanno provocato anche cefalea, ipotensione e nefrotossicità.

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